Nightguide intervista i W.A.S.P.

Nightguide intervista i W.A.S.P.

Sono passati 25 anni da quando i W.A.S.P. hanno pubblicato “The Crimson Idol”, uno dei capitoli più interessanti e bizzarri della scena heavy metal. Un successo che fece entrare la band capitanata da Blackie Lawless nell'Olimpo del Metal. Per festeggiare questo capolavoro, la band ha intrapreso un tour celebrativo che ha visto anche l'Italia per ben due date a novembre. E proprio al Live Music Club di  Trezzo sull'Adda (Milano) abbiamo intervistato il controverso frontman nonché polistrumentista Lawless.
 
 
A cura di Yamilè Barcèlo

Dall'acronimo "W.A.S.P.", molti hanno ipotizzato che significasse "We Are Sexual Perverts". Altri, cercando di interpretarlo in base alle tendenze shock rock del gruppo, ipotizzarono "We Are Satan's People" oppure "Watch As Sinners Play", o ancora "We Are Satan's Preachers". Si dice anche che la denominazione venne ideata dal primissimo bassista Rik Fox, ispirato dopo aver calpestato una vespa. E  siccome “We Ain't Sure, Pal “ non siamo sicuri dagli origini del vero nome del gruppo ci può dire lei da cosa ha tratto ispirazione?
Ci piaceva l'idea di cercare un nome controverso senza essere controversi. Non abbiamo usato solo questo nome per l'acronimo; come i Creedence Clearwater Revival che hanno accorciato i loro nome in CCR. Abbiamo pensato che usando i puntini avrebbe funzionato e ha funzionato veramente. Trent'anni dopo le persone si stanno chiedendo ancora dei puntini. Vorrei dirti che è stata una genialata ma in realtà non è così. Queste cose a volte succedono come degli errori. Chiunque lavori nel mondo dello spettacolo ti dirà che a volte è questione di fortuna e per noi è stata così. Mi piacerebbe raccontarti storie incredibili sull'origine di questo nome ma invece è tutto molto semplice.
 
 The Crimson Idol, è una vera e propria rock opera. Narra la storia di Jonathan, un ragazzino che fugge di casa con la sua sola chitarra per liberarsi dall'oppressione dei genitori e che in breve tempo raggiungerà il suo sogno: diventare una grande rockstar, ma la vita di sballo, droga e sesso lo logorerà via via sempre di più.  Il personaggio di Jonathan, in qualche modo  riflette alcuni momenti della sua vita?
Quando ho scritto e composto questa storia ho presso spunto da dieci diverse persone per creare il personaggio di Jonathan. Dieci persone che erano legate al mondo dello spettacolo ed ognuna di esse  mi ha donato una piccola parte e c'è circa il 10% di me stesso. È un personaggio di finzione, ma comunque trovi ancora oggi molte similitudini nella vita di qualcuno che ha pure fatto la sua stessa fine purtroppo. Quando ho cominciato a scrivere 25 anni fa The Crimson Idol l'ho detto a tutti: Questa è una vecchia storia, non c'è niente di nuovo, ma continuerà a ripetersi!
 
È una storia degna di diventare la sceneggiatura di un film! No ha mai pensato di portarla nel grande schermo?
 
Stasera vedrai proiettare un film sul palco.  Un film in bianco e nero dove non c'è mai stata la colonna sonora ma una orchestra con un piano forte che suonava dietro le immagini. Stasera la nostra musica fungerà da colonna sonora a questo film. Il gruppo accompagnerà con, ovviamente, tutto l'intero album la storia narrata in esso. È stato girato nel 1992, ma non è mai uscito nelle sale cinematografiche, nessuno l'ha mai visto anche se all'epoca realizzarlo è stato molto costoso.  
Sapiamo che la band ha fatto  una breve apparizione nel film Il Demone delle Galassie Infernali, nel 1984 dal regista Dave Allen, e dopo l'abbiamo visto recitare ancora nel film This is Spinal Tap, diretto da Rob Reiner sempre nel 1984. Cosa ci può raccontare di queste esperienze cinematografiche? Li piacerebbe fare qualche comparsa in altri film?
Se fosse stato più vicino ad Hollywood avrei avuto molte più possibilità nel business cinematografico. Mi è sempre interessato fare l'attore e mi sono pure affidato ad un agente cinematografico. Le parti però che mi sono state offerte non mi sono mai piaciute e quindi non ho mai accettato. L'unica parte nella quale mi vedevo recitare e che mi sembrava idonea per me era un ruolo nel film Terminator 2. Correva il lontano 1990 e avevamo finito di registrare un album in studio. Ho ricevuto una telefonata di venerdì pomeriggio, era il mio agente; “Schwarzenegger ha visto i tuoi provini e vuole che vai a trovarlo”. Non ero molto convinto ma il mio agente insistette dicendo che Terminator 1 era stato un grande successo e quindi di andare. Pensando alla statura di Schwarzenegger, molto più basso di me, ho chiesto al mio agente se lui era al corrente di quanto io fossi alto. Lui fece una telefonata e dopo un po' mi richiamò dicendo che quella parte non era più disponibile! (alzando le spalle). Se avesse ottenuto quel ruolo sicuramente non sarei riuscito a fare questo album con la mia band, è solo questione di scelte. 25 anni dopo stiamo parlando ancora di questo album, quindi ho fatto la scelta migliore.
 
 
A fine 2007, in occasione del quindicesimo anniversario dalla pubblicazione di The Crimson Idol, avete concentrato l'attenzione dello spettatore sulla parte musicale. Nei vari show non furono mai inserite scene di violenza, ma tutto andò ad incentrarsi solo e unicamente sulla musica e lo slogan del tour fu:
« Stai attento a cosa desideri...potrebbe diventare vero » (la frase detta dalla cartomante a Jonathan, il protagonista della storia narrata nell'album).
Invece per il tour del 20th anniversario qual'è il vostro moto?
Questo è il 25th anniversario e non ci sarà un 35th anniversario ed è la prima volta che dico questa frase. Non so per quanto tempo andremo ancora in tour con questo spettacolo ma sicuramente faremo anche l'anno prossimo. Non volevo fare solo un tour di dieci settimane ma voglio dire alla gente, ai nostri seguitori che se vogliono vedere questo spettacolo, questo film ora è l'occasione di vederlo perché non so se lo ripresenteremo. Non so se questo è uno slogan però sono sicuro che è la verità.
 
I vostri concerti, sono quasi sempre stati arricchiti da performance scabrose o cruente, colme di allusioni sessuali, sangue finto, scenografie eccentriche e soprattutto un vestiario di forte impatto:
Lo sgozzamento della ragazza, la bevuta del sangue dal cranio dentro un unico e immenso teschio, i giochi con le motoseghe, l'aggiunta di una grossa demoniaca scultura in metallo chiamata "Elvis", lo stupro e uccisione della suora (che in un concerto a New Jersey nel 1998  fu sostituita con una bambola di Marilyn Manson) ecc ecc. Qual è il suo numero preferito in assoluto?
Non mi sento in grado di poter rispondere quale spettacolo sia il mio preferito. All'inizio, dalla nascita della band, volevamo essere controversi con gli spettacoli e creare un notevole impatto sociale per farci notare. Abbiamo imparato però molto velocemente che le persone imparano con i loro occhi e non con le loro orecchie. Questi spettacoli li abbiamo eseguiti solo nei primi anni, ma poi abbiamo capito che il pubblico pensava fossimo una band nata soltanto per creare shock. Invece non era così, non è mai stato il mio intento di creare una shock band . Cercavo di creare una specie di coscienza sociale sui vari argomenti. Dire al pubblico che noi eravamo uno specchio di quel che erano loro. Nessuno l'ha capito, hanno chiesto ancora più sangue, più violenza. Abbiamo subito cambiato rotta. Quando nel 89' è uscito The Headless Children  hanno cominciato a notarmi come individuo perché finora tutti vedevamo quel personaggio che avevo creato agli origini della mia carriera, ma io volevo dire molto di più di quel che tutti vedevano in quel personaggio. Tutti da bambini volevamo essere famosi, ci volevamo contraddistinguere  in qualche modo ed anch'io lo volevo. Dopo tre anni d carriera ho capito che non volevo la popolarità in quel modo in cui mi era stata attribuita. La mia idea di fama era sbagliata ed ho capito che ciò che volevo in realtà era essere rispettato ed ammirato. Da allora ho creato un'immagine più introversa di me stesso e fu quando cominciai a dire ciò che pensavo veramente. E se vuoi arrivare a 20 / 30 anni di carriera devi imparare a condividere con il to pubblico quel che hai nella tua testa. Il tuo pubblico deve togliere le scarpe e fare una lunga passeggiata dentro la tua mente, i tuoi pensieri. Gli artisti solitamente non vogliono questo per non far vedere le proprie insicurezze, ma quello spettatore che entrerà nella tua testa starà con te per sempre. Devi avere la volontà di condividere tutto te stesso con loro. Gli ho voltato le spalle alla fama e mi sono comprato un ranch in periferia a Los Angeles. Dove abito io ci sono più cavalli e mucche che persone, ma questo mi ha dato la possibilità di avere tempo per stare con me stesso e per scrivere sugli argomenti che mi accomunano con tutti quanti.
 
La canzone di The Crimson Idol che preferisce eseguire dal vivo?
Non c'è una canzone che preferisco. Vedo tutto l'album come un pezzo unico. Non riuscirei mai a separare una canzone dell'altra. È una storia. Nessuno mi ha mai fatto questa domanda, ma penso di non essere capace di poter separare una canzone dall'intero album.
 
Un gossip racconta che nel 1997, durante un'importante tournée mondiale con i Motörhead, dopo un concerto a Cincinnati lei e  Lemmy Kilmister sono arrivati alle mani! Cosa ci può dire su questo aneddoto? Avete poi fatto pace?
Io e Lemmy eravamo molto molto amici, fino al giorno della sua morte. Capita di litigare spesso con le persone a cui vuoi bene, è normale ma dopo quindici minuti passa tutto. Poi già, la stampa tende ad ingigantire tutto per avere l'attrazione della gente su cose che magari tu hai già dimenticato ma che a loro fanno cassetto.
 
 
L'ultimo album  Golgotha è uscito  nel 2015  per l'etichetta austriaca Napalm Records. Le tematiche del disco proseguono il discorso iniziato con il precedente Babylon del 2009, un disco tematico incentrato sulla bibbia e sulle figure dei Cavalieri dell'Apocalisse. Ma possiamo dire che Golgotha è più intimista? Sarebbe un pò la dimensione del suo dramma interno? La sua personale croce? Magari una sorta di personale percorso verso la redenzione?
Quello che sto esperimentando adesso, soppratutto in questi ultimi 10 anni, è il ritorno alla mia fede.  Quando a inizio carriera ho scritto  I Wanna Be Somebody ero io, non era una falsità, ero io in quello specifico periodo di tempo, poi ho realizzato che non volevo più scrivere e nemmeno cantare quelle canzoni perché ero cambiato. Bisogna sempre stare attenti a quel che si desidera...potrebbe diventare realtà!
Ora sono una persona diversa, più introverso si e mi sento più a mio agio a scrivere sulle tematiche ispirate dalla fede stessa. E le persone che la condividono, quelle che trovano l'amore in sé stessi e si ritrovano nei miei testi, nella mia musica possono camminare nella mia mente, a piedi scalzi!
 

concerti parma, interviste, w.a.s.p.

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