Nightguide intervista Mauro Pina

Nightguide intervista Mauro Pina


Mauro Pina - L'intervista
 
Abbiamo fatto due chiacchiere con il cantautore comasco, reduce dalla pubblicazione del primo disco di inediti “L'ho scritto io” e dal recente, prestigioso duetto con Francesca Alotta nel nuovo singolo/videoclip “Anima sola”. Ci siamo fatti raccontare presente e futuro, certezze e ambizioni.
 
A cura di Marco Zoli
 
Il titolo del tuo ultimo album “L'ho scritto io” è una dichiarazione d'intenti. Cosa rispondi a chi potrebbe tacciarti di egocentrismo per tale scelta?
Ma no... In realtà il titolo è nato da un tormentone durante i mesi chiusi in studio per la registrazione. Era un mio intercalare alle possibili varianti che i ragazzi della band proponevano nelle mie canzoni. La battuta era sempre "Beh, ma in fondo l'ho scritto io..."
 
 
 
E' vero che hai suonato o cantato tutte le parti di “L'ho scritto io” in studio?
No, anche qua ti devo correggere. Sì, qualcuno ha scritto così. Io metto le mani un po' su tutti gli strumenti, questo è vero, ed in fase di pre-registrazione il demo, le parti per tutti gli strumenti, sono praticamente scritte e suonate tutti da me. Ma poi in studio mi appoggio a musicisti molto più “bravi” di me sullo strumento. Nel disco le acustiche e qualcosa di pianoforte sono mie, oltre a tutte le voci chiaramente.
 
 
 
Strumento preferito? Perché?
In realtà ti dico la batteria. Pur esibendomi con la chitarra penso di essere un batterista “mancato”... Nel senso che non ho lo studio alle spalle. Ma suonare la batteria è la cosa più naturale, anche perché è lo strumento più istintivo ed immediato, se ce l'hai, che esista. Predisposizione e già sei bravo.
 
 
 
So che sei un beatlesiano sfegatato. Un artista italiano o una band italiana che ti ha influenzato molto invece?
Purtroppo non credo di aver ricevuto influenze da artisti o band italiane. Ma anche lì, dovessi scegliere, starei molto sui 60's, 70's al massimo. Tutto quello che si sente qua da noi purtroppo non riesce a “prendermi”e nemmeno a coinvolgermi emotivamente. E penso che la musica debba essere questa cosa qua.
 
 
 
Molte tracce dell'album contengono frasi in lingua anglofona. Come mai questa scelta?
Per lo stesso motivo. Anche nella lingua, nella fonetica, puoi sentire la musicalità. E penso che l'inglese per il canto, per le armonie, sia inarrivabile. Anche per esprimere concetti. Con poche parole in inglese dai senso alle frasi. In italiano, almeno per me, è un po' più difficile.
 
 
 
Se non erro, ti sei avvicinato alla musica fin da bambino. Per te rimane sempre una passione o è diventata un lavoro a tempo pieno?
Assolutamente un lavoro. È molto difficile, dura davvero, ma l'ho fatta diventare un'attività. Purtroppo vivo anche in un ambiente che non è proprio tanto ricettivo per quanto riguarda la mia attività. Ma si cerca di sopravvivere. Per ora, aspettando gli sviluppi del progetto di cui stiamo parlando.
 
 
 
Per fare serata meglio una discoteca o un locale tranquillo?
Per come sono io, per il genere che presento e per i miei gusti meglio un buon locale. Meglio avere l'attenzione della gente. Meglio avere di fronte persone che vengono lì ad ascoltarti piuttosto che gente li per caso a “sopportarti”.
 
 
 
Dal tuo punto di vista, come viene considerato un musicista in Italia?
La musica in Italia non viene considerata un lavoro. A meno che tu non sia un Vasco Rossi o un Eros Ramazzotti. Solo se arrivi a quei livelli puoi vantarti di essere un “musicista”. Altrimenti, nella maggior parte dei casi, vieni considerato un fancazzista che non ha voglia di lavorare.
 
 
 
Cosa ne pensi delle collaborazioni con altri artisti? C'è sempre da imparare?
Direi a grandi linee di sì, c'è sempre da imparare. Poi diciamo che la medaglia ha sempre due facce, quindi a volte “impari” cose che avresti anche fatto a meno volentieri di vedere. Ma questa è la vita. In tutti i campi ed in tutte le attività penso funzioni così.
 
 
 
Prossima tappa in futuro: vincere Sanremo?
Ti dico la verità, non è una cosa a cui tengo particolarmente e non penso di essere un artista per quelle cose. Poi, per carità, non si lascia niente d'intentato, ma se potessi scegliere personalmente non è lì che punterei. Mi sento un po' più artista e un po meno “progetto”. E vorrei si capisse...
 
 
 
Grazie per aver risposto alle nostre domande ed un grande in bocca al lupo.
Grazie a voi per questo spazio, un saluto e buona musica a tutti.
 
 
 
 
Mauro Pina
L'ho scritto io https://open.spotify.com/album/2OTnP5aUI7AIhGzfPFWWMu
Anima sola feat. Francesca Alotta https://www.youtube.com/watch?v=EElL6WSI0IY
Facebook www.facebook.com/mauropinasinger
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