ALTRO LUTTO NEL MONDO DEL ROCK: E' MORTO CHESTER BENNINGTON DEI LINKIN' PARK
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20/07/2017 | leslie-fadlon
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E' stato rinvenuto senza vita nella sua casa di Palos Verdes Estates, a sud di Los Angeles, Chester Bennington, la voce glaciale dei Linkin' Park, una delle band che ha più segnato il metal degli ultimi anni, con la sua potenza e la sua straordinaria capacità di rappresentare attraverso la musica le sensazioni più complesse. Il fatto avviene ad un paio di mesi di distanza dal terribile suicidio di Chris Cornell, una delle icone del grunge americano, voce di progetti come Audioslave e SoundGarden: proprio nel giorno in cui Cornell avrebbe compiuto 53 anni.
I due musicisti erano molto amici e alla morte dell'ex cantante degli Audioslave Bennington aveva utilizzato i social per scrivere una lettera all'amico scomparso, prestando la propria voce anche per cantare una commovente ''Hallelujah'' al suo funerale:
''Ho sognato i Beatles la notte scorsa. Mi sono svegliato con 'Rocky Raccoon' nella testa e lo sguardo preoccupato di mia moglie. Mi ha detto che il mio amico era appena morto".
"Pensieri su di te mi hanno invaso il cervello e ho pianto".
"Sto ancora piangendo, triste e grato per aver condiviso alcuni momenti molto speciali con te e la tua bella famiglia".
Il triste annuncio che ha dato conferma ai fans dell'accaduto non è passato per i social ufficiali della band, ma per la pagina twitter di Mike Shinoda, legato a Bennington da un'amicizia quasi fraterna, che si è detto ''shocked and heartbroken''.
La sofferenza tangibile nei pezzi dei Linkin' Park (che nell'ultimo tour erano passati anche in Italia, durante gli I-Days di Monza) derivava in buona parte dal fatto che il cantante soffrisse da tempo di alcune dipendenze e di depressione, un male che nonostante tutto gli aveva concesso di avere successo sia dal punto di vista artistico che da quello sociale: oltre al clamoroso successo ottenuto con i Linkin Park e più di 60 milioni di dischi venduti in tutto il mondo, era infatti sposato ed era padre di sei bambini. In passate interviste sembra avesse raccontato di aver pensato al suicidio a causa degli abusi sessuali subiti da bambino, tra i 7 e i 13 anni e aveva confessato di aver fatto abusi di acidi durante i periodi di crisi. Tra il 2013 e il 2015 fu scelto come sostituto del cantante degli Stone Temple Pilots, Scott Weiland, anche lui trovato morto nel suo tour bus il 3 dicembre 2015.
Lo ricorderemo senz'altro per la forte impronta che la sua musica ha lasciato nella storia del metal degli ultimi 20 anni, per la sua sensibilità e per quella voce così particolare, che in un istante passava da registri potentissimi a toni carezzevoli. Una perdita difficilmente colmabile, che ci lascia però, almeno la musica, una delle poche cose belle dotata di immortalità.
I due musicisti erano molto amici e alla morte dell'ex cantante degli Audioslave Bennington aveva utilizzato i social per scrivere una lettera all'amico scomparso, prestando la propria voce anche per cantare una commovente ''Hallelujah'' al suo funerale:
''Ho sognato i Beatles la notte scorsa. Mi sono svegliato con 'Rocky Raccoon' nella testa e lo sguardo preoccupato di mia moglie. Mi ha detto che il mio amico era appena morto".
"Pensieri su di te mi hanno invaso il cervello e ho pianto".
"Sto ancora piangendo, triste e grato per aver condiviso alcuni momenti molto speciali con te e la tua bella famiglia".
Il triste annuncio che ha dato conferma ai fans dell'accaduto non è passato per i social ufficiali della band, ma per la pagina twitter di Mike Shinoda, legato a Bennington da un'amicizia quasi fraterna, che si è detto ''shocked and heartbroken''.
La sofferenza tangibile nei pezzi dei Linkin' Park (che nell'ultimo tour erano passati anche in Italia, durante gli I-Days di Monza) derivava in buona parte dal fatto che il cantante soffrisse da tempo di alcune dipendenze e di depressione, un male che nonostante tutto gli aveva concesso di avere successo sia dal punto di vista artistico che da quello sociale: oltre al clamoroso successo ottenuto con i Linkin Park e più di 60 milioni di dischi venduti in tutto il mondo, era infatti sposato ed era padre di sei bambini. In passate interviste sembra avesse raccontato di aver pensato al suicidio a causa degli abusi sessuali subiti da bambino, tra i 7 e i 13 anni e aveva confessato di aver fatto abusi di acidi durante i periodi di crisi. Tra il 2013 e il 2015 fu scelto come sostituto del cantante degli Stone Temple Pilots, Scott Weiland, anche lui trovato morto nel suo tour bus il 3 dicembre 2015.
Lo ricorderemo senz'altro per la forte impronta che la sua musica ha lasciato nella storia del metal degli ultimi 20 anni, per la sua sensibilità e per quella voce così particolare, che in un istante passava da registri potentissimi a toni carezzevoli. Una perdita difficilmente colmabile, che ci lascia però, almeno la musica, una delle poche cose belle dotata di immortalità.
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