SARAH STRIDE - PRIMA CHE GLI ASSASSINI

SARAH STRIDE - PRIMA CHE GLI ASSASSINI

Con una leggerezza ed una raffinatezza molto dark, Sarah Stride pubblica il 23 novembre, con I Distratti, “Prima Che Gli Assassini”, un album che ha tutto il gusto di uno stile cantautorale assolutamente unico. Ad un anno dalla prova di “Schianto”, questo disco  riprende alcuni tratti dell'ep e vi unisce sei  inediti e un omaggio a Franco Battiato (“La Torre”). Il disco vede la Stride collaborare con Kole Laca (Il Teatro degli Orrori, 2Pigeons) e Manuele Fusaroli (The Zen Circus, Nada, Andrea Mirò) e riesce ad evidenziare le sonorità molto peculiari dell'artista, che riesce a contemplare rock ed elettronica, senza evitare di strizzare l'occhio alla memoria di timbri tipici delle grandi interpreti degli anni '60 - Mina, Ornella Vanoni, Nada - e un po' anche agli anni '80 della Bertè. La voce di Sarah Stride oscilla con una certa nevrosi tra la dolcezza e l'oscurità del tormento.
Si sentono bene le influenze che hanno contaminato lo stile di Sarah: nelle sue composizioni - non nei suoni - si può percepire persino un accenno etnico. Conseguenza, questa, della sua volontà di non perdere mai di vista la realtà che la circonda, e da quando vive in una metropoli come Milano quella realtà è multicolore. Tale attitudine si traduce in una musica ricca di sfumature che esprime i sentimenti più diversi e contrastanti: dalla dolcezza alla confusione, dalla rabbia alla speranza. Con “Prima Che Gli Assassini” Sarah Stride mette in scena una lotta interiore e una schiettezza che spiazzano piacevolmente l'ascoltatore, e così facendo si propone come un'artista che finalmente prende posizione nei confronti degli avvenimenti del mondo.
I testi, scritti a quattro mani con Simona Angioni, sono frutto di visioni intimistiche, ma condivisibili. Testi rari e incisivi, che toccano la mitologia rapportata alla pericolosa deriva dei nostri tempi, tenendo come protagonista assoluto l'umanità. Sarah Stride fotografa l'essere umano dei nostri tempi, con le sue contraddizioni e i suoi miti decaduti e in decadenza. Prova a trovare soluzioni, analizza, scende nel dettaglio. Con la sua capacità di osservazione, con la complicità di Angioni, cerca di dialogare con i suoi simili, tutti noi, rendendo chiaro che nel futuro ci sono “giorni in cui va tutto bene” e altri in cui “sirene chiamano per arruolarti”. Ma anche che ciascuno, tra cadute e schianti, deve trovare la forza e la motivazione per pretendere “il suo posto ad alta voce” e trovare una via, un passaggio differente, personale, unico.
Il disco prende avvio con 'Schianto', che in effetti colpisce e fa sentire in modo particolare l'influenza delle grandi interpreti della storia della musica italiana, mentre seguono 'I Pensieri Assassini', un brano che tratta appunto quanto male possano fare i nostri tormenti interiori.
'I Barbari' parte con distorsioni affascinanti e si fregia di un ritornello spettacolare, che recitando ripetutamente ''arrivano i barbari, lo dicono gli alberi'' ci trasporta in uno scenario fantasmagorico;  'Divagare' comincia adagio e racconta una sensualità cui è difficile restare indifferenti (''io vorrei non essere una tentazione che rimane tale'')  mentre la canzone successiva, intitolata 'Megasentimento' vibra di sentimenti e sensazioni davvero corpose.
La traccia numero sei si chiama 'Il Figlio Di Giove' e fornisce una serie di indicazioni chiave al suo protagonista: indicazioni necessarie a farlo sopravvivere entro le mura di una realtà difficile e nevrotica. 'Le Catene Corte' possiede un'intro bellissima, che lancia Sarah Stride in modalità rock n roll e subito dopo 'L'Uomo D'Oro' viene introdotta da archi - anch'essi dalle sembianze dorate - in grado di colorare un'atmosfera un po' fredda, come quella di un'astronave. E' un pezzo futuristico.
''Vieni, ti insegno a farmi soffrire' è la frase che apre 'Un Esercito', che in maniera apocalittica canta di una sorta di guerra in corso: ma l'esercito è la donna, con tutto il suo potere. Gli ultimi due brani di questo entusiasmante disco sono 'La Torre' e 'Madre': quest'ultima è una vera e propria preghiera, mentre la Torre è quella da cui buttar giù gli artisti, ovvero coloro ''che credono in quello che fanno''.
Secondo noi, Sarah Stride ha la strada spianata verso un successo luminoso e floridissimo.

Non perdetevi 'Prima Che Gli Assassini” RELEASE PARTY, in due appuntamenti:
- venerdì 23 novembre, MILANO - Serraglio, Raduno Dei Distratti
- sabato 24 novembre, GENOVA - Spazio Lomellini

prima che gli assassini, Recensione, sarah stride

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