Giardini di Mirò - Different Times

Giardini di Mirò - Different Times

''Different Times'' esce il 30 novembre per 42 Records ed è il nuovo disco dei Giardini di Mirò, una band che è leggenda per la musica indipendente italiana. Questo lavoro, che giunge dopo un'attesa non indifferente, si aggiunge alla discografia sterminata della band.
Ma finalmente il tempo è giunto, e “Different Times” e la band ha scelto un ritorno in grande stile, che mantiene solidi legami con il passato ma proietta i Giardini di Mirò ulteriormente in avanti, verso un futuro luminoso e ancora da scrivere, anche grazie alla rinnovata collaborazione con Giacomo Fiorenza, lo stesso produttore con cui avevano realizzato i primi due album “Rise and Fall of Academic Drifting” e ”Punk... Non Diet!”, che da subito li avevano consacrati tra gli imprescindibili degli anni Zero.
Per esso ci sono voluti due anni di lavoro, oltre alla solita attenzione maniacale per i suoni, per ogni minima variazione, per ogni singolo dettaglio, il tutto finalizzato a ricreare quel mood oscillante tra post rock, psichedelia ed elettronica che da sempre rende i dischi dei Giardini di Mirò delle vere e proprie esperienze sonore, dei viaggi musicali che ogni tanto si mantengono su eccentriche forme canzoni, altre volte deragliano verso le direzioni più disparate.
Ed è proprio questo che accade nella title track: la prima traccia del disco dura nove minuti, in cui i Giardini di Mirò hanno voluto mostrare a tutti di essere più in forma che mai, più focalizzati che mai, sempre pronti a ipnotizzare le orecchie e ad incendiare i palchi italiani ed europei come fanno da almeno vent'anni.
Però, nei nove brani di “Different Times” c'è molto di più, sparso su 50 minuti di musicae sulle note che su sono prestate anche a collaborazioni prestigiose, come quelle con Adele Nigro di Any Other in “Don't Lie”, Robin Proper-Sheppard dei Sophia in “Hold On”, Glen Johnson dei Piano Magic in “Failed to Chart” e Daniel O'Sullivan nella finale “Fieldnotes”, c'è una compattezza liquida che in tanti negli anni hanno provato a replicare, ma che praticamente nessuno ha saputo eguagliare.
E non mancano gli effetti dei cambiamenti avvenuti negli ultimi vent'anni della band, che fanno di questo album anche una riflessione sulla durata del tempo. Senza dare particolari giudizi, solo accettandone le regole e le sue conseguenze, con lo sguardo che si muove verso altre parti del mondo, su altre centralità, mentre inevitabilmente cambiano la geografia e l'importanza delle cose. Sulla copertina, una foto di Simone Mizzotti, che mostra un campetto da calcio sperso in una periferia qualunque. Solo che quella periferia è in Cina.
Ma dalla Cina si torna irrimediabilmente a casa, e allora ecco che le esperienze e le metamorfosi dei Giardini di Mirò, l'equilibrio tra il nucleo storico correggese e i nuovi arrivati che negli anni hanno influenzato il percorso della band rendendolo sempre originale e mai uguale a se stesso, vengono raccontate anche nel libro omonimo (scritto da Marco Braggion e con la prefazione di Carlo Pastore), uscito il 29 novembre, giorno prima della release del disco, per Crac Edizioni.
Nonostante il tempo che ci è voluto, bisogna ammettere come in “Different Times” ci sia tutto quello che si potrebbe chiedere a un disco dei Giardini di Mirò, ai Giardini di Mirò.
 
 
Dopo la sognante e splendida 'Different Times' incontriamo il canto leggiadro di 'Don't Lie', che mostra la collaborazione con Adele Nigro degli Any Other; profondi solchi di nebbia ci introducono sulle note di 'Hold On', brano in featuring  con Robin Proper degli Sheppard /Sophia. Il sound è infiammante e poi la distorsione delle immagini avvampa quando si preme play sulla quarta traccia, che ha un titolo eloquente per i tempi che stiamo vivendo: è ' Pity the Nation'.
Una voce ci accoglie con calore su 'Failed to Chart', che fa abbracciare la musica de I Giardini di Mirò a quella di Glen Johnson dei Piano Magic, mentre si canta amaramente ''i did not better with age''.
C'è una attitudine elettro punk che sfocia poi negli archi sulla sesta traccia, dal titolo 'Void Slip'; le sonorità e le tastiere sono oscure su 'Landfall', mentre la luce si accende  - o il sole spunta - quando ascoltiamo 'Under', prima di arrivare a malincuore verso l'ultima ed intense traccia, 'Fieldnotes', che in collaborazione con Daniel O'Sullivan trasmette sensazioni trascendentali.
E lo fa con il tocco, unico, de I Giardini di Mirò, una band italiana ma dal sapore tutto internazionale che ha prodotto e continua a produrre perle come ''Different Times''.
Contatti:
giardinidimiro.it
42records.it
dnaconcerti.com
facebook.com/giardinidimiro
facebook.com/42rec

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